2FA, MFA e autenticazione adattiva: quali sono le differenze?

Le sole password hanno rappresentato a lungo il metodo più sicuro per proteggere dati e documenti importanti. Oggi non è più così. Questo perché le password forniscono un singolo livello di sicurezza che, una volta compromesso, consente l'accesso anche a persone non autorizzate. Da qui la necessità di ricorrere a misure di sicurezza quali 2FA, MFA e MFA adattiva.
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Che cos'è la 2FA?

2FA è l’abbreviazione di "Autenticazione a due fattori ". È un processo di autenticazione che fornisce due livelli di sicurezza per i dati e i documenti dell'utente. È un sottotipo della MFA (autenticazione a più fattori). Per abilitare la 2FA, sono necessari due fattori di autenticazione che sono unici per l'utente. Questi due fattori includono:

Qualcosa che l'utente conosce:

Questo fattore è generato a partire da ciò che l'utente conosce, come la sua password, il suo nome utente, il PIN e semplici domande segrete come il cibo preferito, il colore preferito, il vecchio indirizzo ecc. Una volta che l’utilizzatore supera questa fase, entra in gioco il secondo fattore.

Qualcosa di cui l'utente è proprietario:

Questo fattore, che rappresenta il secondo livello di sicurezza, è generato dal dispositivo hardware dell'utente al momento del login. Può trattarsi di un telefono, di un computer portatile o di una smart card.

Quando un utente vuole accedere a un'applicazione o a un documento protetto attraverso la 2FA, dovrà dunque inserire la propria password per accedere al primo livello di sicurezza. Dopodiché un PIN, OTP o un SMS verrà inviato al suo dispositivo per consentirgli di passare al secondo livello di sicurezza.

La 2FA consente di aumentare la sicurezza e di limitare l'accesso ai dati di un utente. In questo modo, anche se la password fosse compromessa, l'accesso sarebbe comunque negato perché il secondo fattore non potrà essere completato senza il dispositivo dell'utente.

Secondo Google, il 100% dei bot automatizzati, il 99% degli attacchi di phishing di massa e il 90% degli attacchi mirati sono stati impediti da una qualche forma di 2FA. Questo dimostra una certa efficacia dell'autenticazione a due fattori nella prevenzione degli attacchi informatici.¹

Nonostante questi risultati, Amnesty International segnala casi di frode online nei quali gli hacker riescono a bypassare il sistema 2FA senza coinvolgere l'utente, utilizzando attacchi zero click e man-in-the-middle.²

Ciò dimostra che la 2FA non è infallibile. Come sottolinea Gartner, infatti, la maggior parte degli strumenti "2FA" esistenti sono in realtà semplicemente strumenti "+1FA", in quanto aggiungono un singolo fattore extra ad una password già esistente. Ne consegue una scarsa user experience, a fronte di un vantaggio relativamente basso in termini di sicurezza. Tuttavia, non c'è dubbio che questo metodo garantisca una sicurezza maggiore rispetto alle sole password.

Che cos'è la MFA ?

MFA è l'acronimo di "Autenticazione a più fattori ", una misura che prevede diversi livelli di sicurezza, tipicamente più di due. Per accedere a questa sicurezza, sono necessari due o più dei seguenti fattori di autenticazione specifici per l'utente:

Qualcosa che l'utente conosce (fattore di conoscenza):

Possono essere password, PIN, nomi utente o domande di sicurezza che solo l'utente può conoscere.

Qualcosa che l'utente possiede (fattore di possesso):

È un oggetto di proprietà dell'utente, come un telefono o un computer portatile.

Qualcosa che l'utente è (fattore di ereditarietà) :

Questo fattore rappresenta qualcosa che fa parte dell'utente, qualcosa che l'utente deve aver ereditato e che è unico per lui. Esempi sono le impronte digitali e le scansioni dell'iride.

Un utente che desidera accedere a un file o a un'applicazione protetta dalla MFA deve, quindi, passare attraverso almeno due livelli di sicurezza. Questi livelli di sicurezza extra rendono ancora più difficile, se non impossibile, l'accesso da parte di un estraneo. Da parte sua, Microsoft conferma che MFA blocca il 99,9% degli attacchi informatici.

Ultimo, ma non meno importante, un'autenticazione multi-fattore nativa offre all'utente finale un'esperienza di login senza password. Cosa che la 2FA non può offrire.

Ecco spiegato perché i pure player come inWebo incoraggiano l'uso della MFA per proteggere la propria azienda, senza dimenticare però che non tutte le tecnologie sono uguali. inWebo può fornirti una soluzione di alto livello che protegge le identità dei tuoi dipendenti e/o dei tuoi clienti prevenendo il rischio di perdita di documenti riservati, bloccando gli accessi illegali, evitando trasferimenti di denaro fraudolenti, ma anche malware e altre forme di criminalità informatica che possono danneggiare la tua organizzazione e l’immagine del tuo brand.

Che cos'è l'autenticazione adattiva?

Adaptative MFA è chiaramente l'acronimo di "Adaptive Multi-Factor Authentication". È anche nota come autenticazione basata sul rischio. L'autenticazione adattiva è un metodo di utilizzo della MFA che tiene conto del modello comportamentale e delle informazioni contestuali associate al modo in cui l'utente accede a un file protetto. Una volta noto il comportamento dell'utente, questo metodo analizza le informazioni e prevede il livello del fattore di rischio, prendendo in considerazione i seguenti fattori:

  • Il luogo di accesso (posizione)
  • L’ora di accesso
  • Il giorno della settimana
  • Il dispositivo di accesso, ecc.
  • L'origine dell'indirizzo IP

Quindi, se un utente accede ai dati o a un file sempre dal proprio computer portatile (dispositivo di accesso) e un giorno tenta di connettersi tramite telefono, l'autenticazione adattiva lo identificherà questa scelta come un fattore di rischio. Per verificare che sia stato effettivamente l’utente a tentare l’accesso, chiederà di fornire un ulteriore livello di sicurezza.

Al contrario, se lo stesso tentativo di accesso fosse stato fatto tramite il solito pc portatile, il livello extra di sicurezza non sarebbe richiesto. Lo stesso vale per gli altri fattori sopra menzionati.

Si può, quindi, affermare che l'autenticazione adattiva entra in gioco solo quando si percepisce un fattore di rischio, cioè quando si sospetta un accesso non autorizzato.

Il sistema adattivo MFA è più efficace nel migliorare la sicurezza dei dati degli utenti, perché studia il comportamento dell'utente durante l'accesso e lo utilizza per prevenire le intrusioni esterne.

Mentre la maggior parte delle soluzioni adattive presenti sul mercato si limita ad un accesso basato sui ruoli, inWebo offre una soluzione che consente di controllare l'accesso in base ad attributi sia comportamentali che contestuali.

Quali sono le differenze tra 2FA, MFA e autenticazione adattiva?

Una reale differenza in termini di sicurezza

La 2FA utilizza solo due fattori di autenticazione per garantire la sicurezza, mentre la MFA e l'autenticazione adattiva possono utilizzare due o più fattori di autenticazione, assicurando un livello di sicurezza superiore.

In conclusione, le soluzioni 2FA presentano alcuni problemi di sicurezza rispetto alle soluzioni native MFA. L'autenticazione adattiva consente l'accesso all'utente in base al rischio definito e attiva la MFA di conseguenza.

Una differenza nel percorso di login dell’utente

Dal punto di vista dell'utente finale, optare per una soluzione MFA o adattiva può rappresentare un vero vantaggio. Gli utenti di oggi sono molto esigenti riguardo alla propria esperienza digitale e cercano prima di tutto semplicità, velocità e comodità.

Grazie a un percorso personalizzato e privo di password, la MFA e le tecnologie adattive rappresentano un ottimo modo per stimolare la produttività e/o le conversioni, sia che tu voglia proteggere l'accesso dei dipendenti che dei tuoi clienti.

Che cos'è l'autenticazione adattiva?
Adaptative MFA è l'acronimo di "Adaptive Multi-Factor Authentication". È anche nota come autenticazione basata sul rischio. L'autenticazione adattiva è un metodo di utilizzo della MFA che tiene conto del modello comportamentale e delle informazioni contestuali associate al modo in cui l'utente accede a un file protetto.
Come funziona l'autenticazione adattiva?
Sulla base del modello comportamentale dell'utente, l'autenticazione adattiva analizza le informazioni e prevede il livello del fattore di rischio. Prende in considerazione, ad esempio, il luogo di accesso (posizione), ma anche l'ora, il giorno, il dispositivo e la fonte dell'indirizzo IP.
Perché l'autenticazione adattiva è preferibile alla MFA?
Sebbene la MFA standard sia sicura, essa non consente l'analisi e la previsione del rischio come invece fa l'autenticazione adattiva, che richiede più informazioni/prove per dimostrare l'identità dell'utente quando il rischio di violazione appare più elevato. Di fronte a un rischio minore, di conseguenza, il percorso di accesso risulterà più agevole e rapido.

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